Aneel approva un nuovo contratto di distribuzione di energia per estendere la concessione di 19 aziende
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Il consiglio dell'Agenzia nazionale per l'energia elettrica (Aneel) ha approvato martedì il nuovo formato del contratto di distribuzione dell'energia che sarà valido per la fornitura di servizi da parte di circa 20 aziende del settore elettrico, che servono milioni di consumatori e investono miliardi nelle reti elettriche del Paese.
L'addendum si basa sui criteri definiti dal Ministero delle miniere e dell'energia per adattare le prestazioni dei distributori a una nuova realtà del settore elettrico, in cui la percezione dei consumatori di energia assume maggiore rilievo.
Il testo definisce, tra gli altri punti, le condizioni di fornitura dei servizi da parte dei concessionari, i loro obblighi e oneri, le sanzioni in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, le forme di remunerazione dei distributori.
Il contratto prevede anche il riconoscimento della situazione delle aziende che operano in "aree con gravi restrizioni operative" (ASRO), dove i team aziendali non sono in grado di entrare per interrompere i collegamenti irregolari e riscuotere fatture retroattive. È il caso di Luce ed Enel Rio, che subiscono elevate perdite non tecniche (furti di energia), con un impatto importante sui ricavi fatturati.
L'approvazione consente all'Unione di procedere con il rinnovo dei contratti di 19 distributori di energia con concessioni in scadenza tra quest'anno e il 2031.
Questo gruppo comprende aziende che sono finite nel mirino del governo per aver avuto prestazioni insufficienti dopo le forti tempeste del 2023, lasciando milioni di consumatori senza elettricità per diversi giorni, come Enel a San Paolo.
In questa ondata di rinnovi delle concessioni sono incluse anche CPFL, Equatorial, Energisa e Neoenergia.
L'estensione del contratto non è automatica e dipende dalla valutazione da parte del governo e di Aneel dei risultati conseguiti dalle aziende fino ad oggi e delle condizioni future, affinché queste possano effettivamente assumersi nuovi impegni per altri 30 anni.
La prima azienda a firmare il nuovo contratto sarà la società elettrica portoghese EDP, la cui concessione a Espírito Santo scade a luglio di quest'anno.
Dopo EDP, i prossimi distributori con concessioni in scadenza sono Light, a giugno 2026, ed Enel Rio, a dicembre 2026. Enel rinnoverà i contratti negli anni successivi anche a San Paolo e Ceará.
RECLAMI DEI DISTRIBUTORI
Il consiglio di amministrazione dell'agenzia ha deciso di non accogliere alcune delle richieste avanzate dai distributori durante le discussioni sull'addendum avvenute negli ultimi mesi.
Aneel ha respinto la proposta di ricalibrare più immediatamente le perdite non tecniche e i ricavi irrecuperabili dei distributori che operano in aree con gravi restrizioni operative (ASRO), e dopo aver presentato un piano per combattere le perdite, come richiesto dalle aziende in questa situazione, che si trovano ad affrontare uno squilibrio economico e finanziario.
Il testo approvato prevede che ciò avvenga a partire dalla prima revisione tariffaria successiva alla sottoscrizione del termine da parte delle aziende, che fisserebbe la scadenza al 2027 per Luce e al 2028 per Enel Rio.
L'autorità di regolamentazione ha inoltre deciso di non includere espressamente nel testo una scadenza entro la quale gli investimenti effettuati dai distributori devono iniziare a essere riconosciuti annualmente nelle tariffe.
Questa proposta era stata difesa dai concessionari come un modo per accelerare i contributi per l'ampliamento e la resilienza delle reti: secondo la normativa vigente, gli investimenti effettuati concorrono al calcolo della tariffa che pagano i distributori nelle revisioni che avvengono ogni quattro o cinque anni.
Aneel ha anche rimosso la condizione che imponeva ai distributori di rinunciare ad azioni legali e pagare le multe in sospeso prima di estendere le loro concessioni. Il testo approvato ha mantenuto una disposizione più limitata su questo argomento rispetto a quanto discusso in precedenza, stabilendo che le aziende devono ritirare le azioni e rinunciare al diritto di mettere in discussione i termini dell'addendum firmato o del decreto sulle estensioni contrattuali pubblicato dal Ministero delle miniere e dell'energia.
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